ecco perché mi piace · Old but Gold

Byzantium

Byzantium entrò nella mia collezione in un periodo in cui l’unico Wallace che mi diceva qualcosa era ancora quello di Braveheart. Furono anni molto interessanti, passati tra frantoi ipogei salentini, mosaici pavimentali e serate leggere al 35. In realtà, ad essere sinceri, non entrò proprio nella mia collezione… ma questa è un’altra storia.

Scordatevi indumenti di seta e raso, qui il buon Wallace non è andato molto per il sottile: Byzantium è un gioco “ruvido” come un paio di mutande in lana delle Shetland. L’autore è comunque chiaro fin dal regolamento dove, con molta onestà, semplifica il gioco come un “gestionale di cubi”.

Le meccaniche di Byzantium (Martin Wallace, 2005) hanno la solidità che ci si aspetta da un gioco “old style”. Proverò a riassumere brevemente le dinamiche principali.

Ogni giocatore rappresenta una famiglia di mercanti che commercia sia con gli Arabi che con i Bizantini, e che trae profitto dallo sviluppo di entrambe le fazioni. Ciò significa che ogni giocatore utilizzerà sia gli Arabi che i Bizantini: ogni fazione (di ogni giocatore) ha una propria pedina esercito, un proprio segnapunti, un proprio tesoro, ecc.

Byzantium

Al proprio turno un giocatore ha la possibilità di compiere un’azione oppure di passare; il round termina quando tutti hanno passato: il gioco finisce dopo il terzo round . Le azioni a disposizione sono le stesse per entrambe le fazioni e richiedono tutte l’utilizzo di almeno un cubo:

  • prendere il possesso di una città libera (araba oppure bizantina),
  • muovere uno dei due eserciti e/o attaccare una città della fazione avversaria,
  • rinforzare gli eserciti (con un massimo di 3 cubi),
  • attivare un’azione “esclusiva” sul tabellone (sviluppare oppure fortificare una città, iniziare una guerra civile, attivare le truppe neutrali dei Bulgari, ecc)

I cubi possono essere presi gratis dalla riserva personale oppure acquistati (al prezzo di 3 monete) dalla riserva generale pagando con il tesoro della fazione che beneficerà dell’azione. Una “finezza” interessante riguarda le rendite di fine round; ogni giocatore recupera tutti i cubi delle azioni sul tabellone e metà dei propri cubi presenti nella riserva generale: questi cubi finiscono nella riserva personale e possono quindi essere utilizzati gratuitamente nel round seguente.

Byzantium
foto da BGG

Come la maggior parte dei giochi di Wallace le meccaniche, seppur semplici, hanno effetti che possono essere considerati “contro-intuitivi”: spesso le azioni hanno effetti  “secondari” differenti rispetto a quelli immaginati dalla lettura del regolamento. Per  “capire” il gioco vi serviranno almeno un paio di partite.

Tre aspetti, in particolare, mi piacciono molto.

Il primo è il sistema di punteggio: se una fazione ha più del doppio dei punti dell’altra, si considera soltanto il punteggio maggiore, altrimenti si sommano entrambi i punteggi. Se però Bisanzio viene conquistata (dagli Arabi oppure dalle truppe neutrali bulgare), allora, per tutti i giocatori, si considererà soltanto il punteggio degli Arabi.

Il secondo aspetto è la gestione della parte militare e del combattimento: nulla di eccessivamente complicato ma assolutamente non banale. Con poche regole l’autore riesce a gestire molte situazioni differenti: un esercito che assedia una città nemica, la possibilità di difendere con le “truppe di leva” (che coprono tutte le proprie città), la possibilità di difendere con il proprio “esercito regolare” (se presente) oppure di ritirarsi, il trasporto via mare, la guerra civile (per attaccare con il proprio esercito una città della stessa fazione), ecc. Anche la differenza tra la forza dell’esercito (numero di truppe regolari e di elite) e il numero di dadi lanciati in attacco permette di gestire l’alea introdotta dall’utilizzo dei dadi.

L’ultimo aspetto riguarda il modo per fare i punti. Conquistare una città può fruttare un massimo di 1 oppure 2 punti durante il gioco e altrettanti a fine partita; tuttavia se le città non vengono (ri)sviluppate (tramite apposita azione) il loro potenziale tende ad esaurirsi abbastanza velocemente. Altre azioni “esclusive” permettono di ottenere 2 punti (ma sono selezionabili, in totale, un massimo di due volte a round). Infine, costruire mosche e basiliche fa guadagnare 2 punti per un costo di 6 monete… ma le monete sono l’unica risorsa veramente limitante e non facilmente ottenibile. 

Ritengo che Byzantium sia un gioco da provare nonostante i sui 13 anni di età. Wallace non è uno sprovveduto ed è sempre piacevole “scoprire” meccaniche di gioco che si discostano dalla “placida linea di base” encefalogramma piatto alla quale ci stiamo sempre più abituando negli ultimi anni.

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