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Verso l’Alto e la qualità dei gruppi Facebook

Qualche giorno fa, nell’ambito della discussione “gruppi facebook e giochi da tavolo“, mi sono state poste due domande interessanti; la prima era apparentemente molto semplice: “è possibile avere un gruppo facebook dove la qualità dei contenuti sia un po’ più alta?”; la seconda, più operativa:”se sì, come si potrebbe raggiungere?”.

Ho provato a rispondere (e a rispondermi) prendendo in considerazione tre tipologie differenti di gruppi Facebook, tutte a tema Giochi da Tavolo: i gruppi dedicati alla vendita tra privati, il gruppo del gruppo di acquisto (GASGDT) e i gruppi di “condivisione di una passione”. Alla base della mia riflessione c’è il concetto di “fine” (scopo, motivazione, ecc) come motore che spinge ad agire comportamenti differenti.

Nei gruppi di vendita di giochi usati (diretta oppure tramite asta) l‘obiettivo primario è massimizzare il profitto individuale. Il perculaggio del possibile acquirente è semplicemente uno spiacevole “effetto collaterale” che non deve assolutamente essere messo in evidenza. Mors tua vita mea. Anche perché domani potrebbe capitare a te di essere in procinto di “spennare” il neofita di turno: vuoi mica che qualcuno ti rompa i puzzilli nel paniere? Vige comunque la regola non scritta che, se qualcuno non è in grado di badare ai propri interessi, tipo il turista che paga 10€ un caffè in piazza San Marco, è giusto che venga perculato a sangue: non era capace di controllare prima il menù?? nel nostro caso, compra e gioca potrebbe aiutarvi a controllare il “prezzo dell’ordinazione”.  In questo caso, non è interesse di nessuno che la “qualità dei contenuti sia più alta”.

All’estremo opposto abbiamo il gruppo GASGDT, di cui ho già parlato spesso. Qui i membri del gruppo partecipano attivamente per raggiungere uno scopo comune. Non ci sono post inutili, foto di tovaglie oppure di scatole misteriose, ecc. Le capacità (ovvero i talenti) dei singoli lavorano insieme per arrivare alla chiusura del deal nel migliore modo possibile: si rema tutti nella stessa direzione con la massima fiducia in chi sta al timone. Chi è contrario, non ne condivide la finalità, oppure “rema contro”, viene gentilmente buttato fuoribordo.

Infine abbiamo i gruppi generici di “condivisione di una passione”. Qui ognuno si comporta come vuole, anche in base al personale concetto di “condivisione”. C’è chi si realizza postando foto di pacchi (..chissà che cosa ci sarà dentro?), chi degli ultimi acquisti, oppure della propria collezione di giochi. Qualcuno deve far vedere quanto ce l’ha grosso oppure quanto pesa (tranquilli, nessuno vi giudica anche se avete buttato una carrettata di soldi nell’ultimo KS che verrà dimenticato tra cinque minuti). Poi abbiamo chi “esige” avere le dimensioni delle carte di Dixit, chi cerca i regolamenti in italiano di giochi acquistati all’estero, chi aggiorna 8000 persone del proprio torneo domestico con gli amici del cuore, oppure chi chiede dove acquistare on-line. Non dimentichiamoci, poi, delle solite domande: “Meglio Agricola oppure Caverna?”, “Ma voi imbustate le carte?”, ecc. Come se non bastasse, sono anche presenti “gilde segrete” che perseguono obiettivi diversi (e spesso antitetici): gli amici occulti degli store online, la claque degli editori, i negozi fisici, la lobby dei traduttori-pagati-in-scatole-di-giochi, i parenti degli autori, i blogger che vogliono arricchirsi smodatamente, ecc.

Concludendo, io non penso che per tutti i gruppi facebook sia possibile “migliorare la qualità dei post”: in molti casi conviene rassegnarsi. Credo che l’animo umano, per quanto possibile, aneli all’ordine e sia alla ricerca di una direzione verso cui puntare. Se un gruppo ha come scopo l’odio, l’intolleranza, il razzismo, finirà per raccogliere contenuti degni della più bassa feccia; se un gruppo ha la finalità di realizzare un GAS per i GDT, i contenuti saranno normalmente “produttivi” perché finalizzati alla chiusura del deal. Se un gruppo è finalizzato alla condivisione si finirà per…. cazzeggiare come ad una grande ed interminabile festa universitaria (stile Chez Geek). Poi sta a noi cercare la compagnia delle persone che troviamo più interessanti e arricchenti, “bloccando” invece gli scocciatori.  

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