supercazzole

Du grups is megl che uan

Che mondo (no)strano quello del Gioco da Tavolo. Un mercato talmente di nicchia che, mentre Marchionne progetta di aumentare la produzione annua di ferrari da 7000 a 9000 unità, un gioco “da gamer” (di quelli senza miniature),  se va bene, tira 1500 copie. Gli editori di giochi da tavolo, anche quelli che girano con i pantaloni a mezzachiappa, potrebbero conoscere nome e cognome dei propri clienti finali anche senza bisogno di costosi CRM: qualsiasi giocatore è a non più di due gradi di separazione da almeno un editore / autore / distributore.

In questa pozzanghera stagnante simile ad un cartello di Medellin nicchia ecologica non ci facciamo mancare nulla. L’evoluzione ludica ha portato al raggiungimento di vette che, fino a qualche anno fa, venivano considerate inarrivabili e il giocatore italiano, anche dal punto di vista social/web, non può certo annoiarsi.

Possiamo vantare IL sito di riferimento che ospita IL Forum con “il livello 100 di combattimento”: ci sono contenuti di altissimo livello (non scherzo!) che coprono quasi tutto lo “scibile ludico”. Ogni tanto, nelle discussioni, compare anche qualche Marchese del Grillo che vi ricorda che non avete diritto di replica “perché io son io e voi non siete un c@77o” (anche in questo non scherzo), ma fa parte del folklore voluto dai Padri fondatori.

Abbiamo blogger e vlogger che, a livelli differenti, coprono tutto lo spettro del giocabile (e dell’ingiocabile), e abbiamo Giocare in Scatola, capace di aggregare tutti questi singoli contributi in un unico mosaico. La nostra scimmia è guidata per mano anche negli acquisti, grazie a siti comparativi, come Compra e Gioca, Gruppi di Acquisto Solidale oppure ai sempre presenti negozi fisici.

L’ultimo tassello che manca è quello dell’universo Facebook. Qui possiamo trovare gruppi di vendita e scambio, gruppi dove mettere all’asta i propri giochi, e gruppi dove discutere di Giochi da Tavolo. Fino a qualche giorno fa c’era un unico gruppo dedicato ai Giochi da Tavolo (da circa 7000 iscritti) mentre adesso ne esistono almeno due. E questo non può  che essere un bene, per tutti.

Avere due opzioni è sempre meglio che averne soltanto una, soprattutto quando il “regolamento condominiale” si irrigidisce e gli sfratti diventano esecutivi; alla fine ti fai due conti: adesso è toccato a lui, domani potrebbe toccare a me.

Ciò non vuol dire che in un gruppo Facebook tutto debba essere tollerato: semplicemente bisogna ricordarsi che non è un forum, non è un aggregatore di notizie, oppure un portale. Strumenti diversi hanno regole di utilizzo, e finalità, differenti. Non è neppure detto che un particolare gruppo sia meglio di un altro: alla fine ci si ferma dove ci si trova meglio, dove ci si sente accolti e capiti.

Sempre che si abbia la possibilità di scegliere.

maxibon

5 thoughts on “Du grups is megl che uan

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