Legacy · played4you

CharterStone… la via e la meta.

NB: Questa non è una recensione.

Una delle cose che imparai durante le quattro settimane che impiegai per raggiungere, a piedi, Santiago di Compostela, fu che “il Cammino si fa camminando”. Un passo dopo l’altro. Sai dove vuoi arrivare (non ci sono colpi di scena) ma non sai che cosa succederà ogni singolo giorno, e ogni tappa va affrontata in modo differente: attraversare la Meseta non è come camminare in Galizia. Anche se parti da solo finisci per camminare quasi sempre con le stesse persone, che impari a conoscere sempre meglio. Ciò che determina  e “seleziona” le relazioni che crei è un motivo semplicissimo: “il tuo passo”. Chi è più lento rimane indietro, chi è più veloce lascia indietro te. CharterStone mi fa ricordare quell’esperienza.

Charterstone

Ho terminato ieri la quarta partita e tra due giorni giocherò la quinta. Sono quasi a metà del cammino e mi sto godendo ogni singola “tappa”.  Ovviamente è troppo presto per una valutazione complessiva… che forse può anche non avere molto senso: la somma delle parti potrebbe essere maggiore dell’intero. L’esperienza di gioco è in continua evoluzione e il paesaggio cambia gradualmente, senza strappi oppure discontinuità, tra una tappa e l’altra.

Per ora il gioco sta mantenendo le promesse (e premesse) iniziali: un piazzamento lavoratori di “peso medio” e durata contenuta, con buoni materiali, un sistema di regole che viene introdotto gradualmente, e una componente “legacy”, non troppo invasiva, che permette di vivere l’esperienza di un gioco che cresce insieme ai giocatori e che sa stupire (con moderazione). Un titolo dalle meccaniche semplicissime ma assolutamente non banali.

Il gruppo di gioco riesce a tenere “lo stesso passo” e anche gli altri 5 compagni di viaggio, ognuno con un bagaglio ludico di tutto rispetto, sembrano contenti di questa particolare esperienza ludica. Ludicamente siamo tutti onnivori anche se ognuno ha i suoi gusti preferiti: TheDoctors mangiano pane e Splotter, ThePres  e Rozec hanno ancora le dita sporche di Cinghiale, e ilProf, nonostante l’aria mezzavegan, non disdegna di piazzare duro. E nessuno di noi ha tempo da perdere con giochi che non ci divertono.

Adesso scusate ma devo andare a pianificare la strategia per la prossima partita: il Sempre Re ha avanzato una richiesta non proprio semplicissima… 

Buon gioco.

PS: non ho alcun problema ad affrontare giochi legacy “distruttivi” ( qui le mie impressioni su Pandemic Legacy) ma apprezzo molto l’idea che, a fine campagna, mi rimarrà un piazzamento lavoratori che sarà unico.

Charterstone

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