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Chicago Express

Domenica sera avevo voglia di un titolo non troppo complesso, dalla durata limitata e con un buon livello di interazione. Prima di uscire diedi un’occhiata alla ludoteca cercando un gioco che potesse offrire un’esperienza di gioco differente dal solito… alla fine optai per “un 2007”, tutto sommato un’ottima annata.

Chicago Express (Harry Wu, 2007) è un gioco che si spiega in dieci minuti e che difficilmente impegna per più di un’ora di gioco; ha delle meccaniche molto semplici che, tuttavia, richiedono delle valutazioni non banali.

Riassumo il gioco con le parole dell’edizione Queen Games: “I giocatori tentano di trarre elevati profitti, nell’America della fine del XIX secolo, dai loro investimenti nelle emergenti società ferroviarie. Sono disponibili tre operazioni: a) vendita all’asta di un’azione; b) sviluppo di una casella di gioco; c) potenziamento della rete ferroviaria. Mediante tali operazioni è possibile incrementare il valore delle società finanziarie, e quindi i propri profitti.”

ChicagoExpress

L’dea base è simile a quella di Imperial, uscito l’anno precedente, ma con una governance collaborativa. Nel gioco sono presenti 4 compagnie ferroviarie che funzionano come delle specie di “bot” controllati dai giocatori. Ogni compagnia ha una propria liquidità (denaro), un certo numero di titoli azionari, e un punteggio che ne indica il valore. I giocatori sono investitori che detengono uno o più titoli azionari di una o più compagnie. Chi possiede le azioni di una compagnia può, al proprio turno, agire come amministratore della compagnia al fine di svilupparne da rete ed incrementarne il valore (ovviamente gli eventuali costi sono pagati tramite la cassa della compagnia).

chicagoExpress

Il turno di gioco è molto semplice ed i giocatori si alternano, in senso orario, eseguendo una delle tre azioni disponibili (rappresentate dai quadranti con lancette):

  • la messa all’asta di un titolo azionario di una compagnia, che serve sia per diventarne azionista, sia per immettere liquidità nella società;
  • lo sviluppo di una casella di gioco, che normalmente permette di incrementare il valore di una compagnia;
  • lo sviluppo della rete ferroviaria, che permette di collegare le diverse città e di incrementare velocemente il valore della compagnia;

Prima di eseguire l’azione scelta il giocatore fa avanzare di una tacca la lancetta del quadrante corrispondente. Ogni tipo di azione può essere scelto complessivamente dai giocatori un numero limitato di volte: quando la lancetta di un’azione è sul rosso, l’azione corrispondente non può più essere selezionata.

Quando due delle tre lancette arrivano sul rosso, si attiva la fase di distribuzione dei dividendi: ogni giocatore incassa un ammontare di denaro pari al valore della compagnia diviso per il numero di titoli azionari in proprio possesso. Dopo questa fase le lancette vengono azzerate e le azioni tornano tutte disponibili. La distribuzione dei dividendi è l’unico modo che hanno i giocatori per aumentare il proprio capitale (condizione di vittoria).

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Il resto delle meccaniche sono semplicissime e intuitive: per sviluppare la rete di una compagnia basta pagare il costo indicato sul territorio (esagono) corrispondente, per aumentarne il valore occorre raggiungere i territori che forniscono il rispettivo bonus, ecc.

Il gioco termina quando si verifica una delle seguenti condizioni: (1) tre compagnie terminano le azioni da mettere all’asta oppure (2) terminano le locomotive per l’espansione della rete, (3) dopo l’ottava distribuzione di dividenti. Mediamente ciò garantisce lo svolgimento di circa 60 – 70 azioni complessive e un tempo di gioco, come dicevo,  che rimane tranquillamente sotto i 60 minuti.

Personalmente ritengo Chicago Express un ottimo gioco che mantiene ciò che promette: regolamento semplice, meccaniche pulite, interazione semi-cooperativa, alea nulla… e poi ci sono i treni! L’interazione tra i giocatori è anche incentivata dalla necessità di sviluppare insieme le compagnie delle quali si è investitori comuni.

Il titolo rimane comunque assolutamente non banale e l’esperienza di gioco potrebbe risultare frustrante per quei giocatori che non amano spingersi troppo in “valutazioni differenziali” rispetto alla scelte degli avversari. Anche la fase delle aste per l’acquisizione dei titoli azionari non deve essere sottovalutata oppure affrontata con superficialità.

Si vive bene anche senza questo gioco… ma se qualche vostro amico l’ha in ludoteca, fatevi una partita.

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