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[played4you] Bruges, chef Feld e l’all you can eat

Giocare a Bruges dopo una partita a Vanuatu è come entrare in un all-you-can-eat dopo un mese a pane e acqua: è quasi impossibile non fare almeno un punto ad ogni azione. Nonostante la palpebra inizi a calare, decidiamo di fare una rapida partita di prova in preparazione del torneo multigioco. Mentre io spiego le regole, il Canzia e Rozec finiscono di defustellare.

Il gioco ha una meccanica di base molto semplice, che si ripete ogni turno, basata su due elementi principali: il lancio di cinque dadi di colori differenti e il pescare e giocare carte del medesimo colore dei dadi.

I dadi influenzano il gioco in tre modi. Come prima cosa, la somma di tutti i numeri 1 e 2 ottenuti determina il costo da pagare per progredire di un livello nella scala del prestigio (che darà punti a fine partita). Nella stessa fase, ogni 5 o 6 estratto fa guadagnare un segnalino “pericolo” dello stesso colore del dado: raggiunti i 3 segnalini uguali, si attiva l’evento corrispondente che danneggia in vari modi il giocatore. Infine, nella fase principale, il valore dei dadi determina la “forza” di alcune azioni attivate tramite le carte dello stesso colore dei dadi

Nel gioco prevale la dimensione tattica rispetto a quella strategica: in una partita non vengono usate tutte le carte disponibili, ogni turno vengono pescate 80% delle carte a disposizione per le azioni, non è possibile programmare più di tanto le azioni future poiché soltanto una carta può essere conservata per il turno successivo.

Il turno di gioco non ha tempi morti e le azioni scorrono “a nastro”, veloci come in un  kaiten sushi: giochi una carta e scegli quale azione eseguire. Le azioni sono altrettanto immediate e tutte richiedono l’utilizzo di una carta: prendere due lavoratori del colore della carta giocata, scartare un lavoratore del colore della carta e trasformarla in edificio, eliminare un segnalino evento del colore corrispondente, costruire un pezzo di canale, prendere il numero di monete indicato dal dado del colore della carta, giocare un personaggio occupando un edificio vuoto già costruito. I personaggi hanno dei poteri che permettono di alterare le regole base.

Come già accennato, in Bruges è impossibile non fare punti! se aggiungiamo il fatto che l’interazione con gli altri giocatori è quasi nulla, possiamo asserire con tranquillità che un giocatore perde semplicemente perché non possono vincere tutti. 

Chef Feld sa che cosa piace al suo pubblico e riesce a  mischiare molto bene gli ingredienti “base”: se perdi puoi dare la colpa alla sfiga, se vinci puoi dire di aver domato la dea bendata;  qualsiasi cosa tu faccia, un po’ di punti li porti a casa e l’autostima è salva. Il tempo di cottura è sotto l’ora, i tempi morti sono ridotti al minimo e non c’è la sensazione di aver perso tempo; l’interazione tra i giocatori è abbastanza limitata, ma il gioco, ex machina, fa il lavoro sporco, colpendo un po’ tutti con i suoi eventi nefasti.

Proverò a rigiocarlo dopo un’abbondante colazione.

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