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[my2cents] my Play 2016

A una settimana di distanza da PLAY2016, mi ritaglio qualche minuto per appuntare una veloce riflessione  sull’esperienza appena conclusa. Questa edizione è stata caratterizzata da un hype superiore a quello di Episodio VII, a tratti quasi imbarazzante; ad un certo punto, per quasi un picosecondo, mi era addirittura venuta voglia di stracciare i biglietti già acquistati del volo per Essen, tanto dopo “la play” nulla sarebbe stato più come prima. Comunque è sempre meglio prendere le adeguate precauzioni.

PLAY è un minotauro ludico, mezza fiera e mezza convention. Premessa che non dovrebbe mai essere dimenticata, pena il rischio di decontestualizzare l’importanza e l’impatto di alcune scelte organizzative. ModenaFiere non è una ONLUS, oppure un’associazione, tuttavia parte dello spazio commerciale viene messo a disposizione di associazioni ludiche che, tramite i propri volontari, offrono ai visitatori un servizio completamente gratuito; a parità di costi di allestimento e di impianto, non potendo incrementare eccessivamente la spesa a carico degli espositori paganti, ciò si traduce in un BEP più elevato in termini di visitatori paganti: per quanto possa essere limitato, ciò introduce un “fattore di rischio” per gli organizzatori (non dimentichiamo che molte fiere coprono i costi tramite gli espositori, i biglietti sono puro margine). Tuttavia Play è più della somma di queste due parti, è un evento che ormai ha raggiunto anche la città di Modena, come dimostra il programma di PLAY and The City.

Cercherò di fare un breve bilancio della mia esperienza, partendo da quello che mi è piaciuto.

April_01__2016_at_0239PM (1)Mi è piaciuto arrivare il venerdì pomeriggio, con due amici, per dedicare qualche ora a Tana dei Goblin, della quale faccio parte, per l’allestimento dell’area ludica che, ogni anno, ospita migliaia di giocatori; April_01__2016_at_0558PMmi è piaciuto fare un giro al museo della figurina, fermarmi a giocare con i totem dislocati per la città, prendere un aperitivo all’ombra del duomo aspettando la cena da Anceschi. Sabato l’ingresso non ha riservato sorprese, code, oppure inutili perdite di tempo; lo spazio per giocare è aumentato sia nell’area di editori e distributori, sia nell’area del “no profit”. April_01__2016_at_0631PMFaccio un primo giro dei padiglioni e, passando da uno stand all’altro,  mi concedo un po’ di “sano stupore”: non mi interessa fermarmi ad approfondire, preferisco regalarmi una visione d’insieme. Decido di provare qualche gioco, giusto qualche turno per farmi un’idea, e cerco qualche titolo per “rifinire” la mia ludoteca. April_02__2016_at_0306PMIncontro alcuni amici che non vedo spesso, scambio qualche parola con gli “addetti ai lavori” e chiedo informazioni riguardo a giochi che mi incuriosiscono ma che non conosco. Intravedo alcuni membri dei vari gruppi Facebook che frequento (virtualmente)  e ne approfitto per osservarli a distanza nel loro “habitat naturale”. Termino la giornata con la cena dell’associazione della quale faccio parte, confrontandomi con gli amici sull’esperienza della giornata; mi sono sfuggiti un paio di acquisti interessanti che subappalto a chi sarà in fiera anche il giorno seguente.

April_02__2016_at_1112AMNon è la mia prima Play, non ho l’ansia di dover fare assolutamente “quella qualcosa in particolare”; non mi interessa riuscire ad acquistare decine di giochi iperscontati oppure provare tutte le novità del mercato. Non mi scandalizza il proliferare di titoli assolutamente mediocri oppure l’assenza di promozioni “da fiera” (tranne per il 3×2 di un paio di editori), e non mi straccio le vesti se trovo sconti del 40% applicati a prezzi gonfiati del 25%. Forse l’elemento che più mi colpisce, che mi sembra quasi “fuori luogo”, è la Basestar di Asmodee: una potenza di fuoco in stile Essen compressa all’interno di un gnocco fritto modenese.  April_02__2016_at_0317PMRispetto alle edizioni precedenti, ho l’impressione che siano aumentati anche gli scambi “clandestini” di giochi usati tra privati; in corrispondenza dell’ora S, decine di giocatori, muniti di borse Ikea, si aggiravano per il corridoio centrale cercando i propri compari, in stile partita ad Inkognito. Il mercato dell’usato è in forte crescita, personalmente mi auguro che questo “bisogno emergente” venga riconosciuto, identificato e, in qualche modo, soddisfatto nelle future edizioni.

Concludendo, anche per questa edizione di Play, almeno per me, il bilancio è in attivo e l’esperienza è stata positiva; ovviamente ho preso le giuste precauzioni.

April_06__2016_at_0723PM

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