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[played4me] Lorenzo: pezzo ma non mi spezzo

Qualche anno fa, in una nevosa giornata invernale, partecipai ad un IdeaG a Torino dove ebbi modo di vedere un paio di prototipi interessanti: in uno si dovevano costruire dei fari in Normandia; nell’altro si usavano dei dadi per acquistare carte che-facevano-cose: se non sbaglio, aveva il titolo provvisorio di “Signorie”; le carte erano posizionate in colonne, e il design mi ricordò quello di “Comuni”. Parlando con gli autori, scoprii due cose: la prima fu che facevano parte degli Acchittocca, la seconda che erano molto permalosi e poco inclini ad accogliere i suggerimenti di chi provava i loro prototipi.  Poi del gioco non seppi più nulla. 

Qualche mese fa, l’associazione che frequento abitualmente ospitò una serata di playtesting di Cranio Creations. Nel tavolo accanto al mio c’era un prototipo che mi ricordava qualcosa, ci misi un po’ a mettere a fuoco, poi mi accorsi che era proprio lei, la “creatura” di Brasini&Gigli. Il titolo era cambiato, forse perché Chiarvesio era arrivato prima, ma la grafica caotica, col tabellone a colonne, era inconfondibile! Tra la giornata nevosa a Torino e il “sold out” di Essent 2016 è passato parecchio tempo; tempo ben speso, a giudicare dal risultato. Un pizzico di Hans im Glück, la partecipazione straordinaria della “guest star” Simone Luciani, e la competenza di Cranio Creations, hanno fatto sì che Lorenzo il Magnifico diventasse, tautologicamente, magnifico. 

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Lorenzo il Magnifico ( F. Brasini, V. Gigli, S. Luciani ) è entrato, di prepotenza, nella mia ludoteca già al termine della lettura del regolamento. Mi dispiace molto che non sia stato pubblicato prima, magari tre o quattro anni fa; mi dispiace perché avrei potuto dedicargli più tempo di quello che adesso deve condividere con Nippon, Orleans, Mombasa, Food Chain Magnate, Russian Railroads (e almeno altri venticinque titoli).

Le illustrazioni di Klemens mi trasmettono serenità: sarà che sono cresciuto a “pane e Agricola”, ma io le trovo pulite, chiare e mentalmente rilassanti. Generalmente non mi soffermo troppo sulla parte artistica, può essere anche assente fare cagare come i giochi Splotter, e mi basta che sia “funzionale” alle meccaniche, ma in questo caso l’ho veramente apprezzata.

Semplificando molto, il gioco è gestione risorse con piazzamento lavoratori a forza variabile: piazzo e faccio l’azione corrispondente. La forza di tre lavoratori è determinata, ogni turno e per tutti i giocatori, dal lancio di tre dadi, il quarto lavoratore ha sempre forza pari a zero; la forza dei quattro lavoratori può anche essere incrementata spendendo degli aiutanti.  Per occupare uno spazio azione (piazzare), oppure per attivare determinate carte, la forza del lavoratore deve essere superiore ad un certo valore. Il gioco dura sei turni, raggruppati in tre periodi, per un totale di ventiquattro “piazzamenti” in tutto. 

Le risorse da gestire sono sette: carte, oro, legno, pietra, aiutanti, potenza militare e fede. Le carte (territori, personaggi, edifici, imprese) sono speciali risorse che danno benefici one-shot e/o migliorano i fattori di conversione delle altre risorse e/o fanno guadagnare punti (direttamente oppure indirettamente). Il livello di alcune risorse è anche un fattore limitante: per poter ottenere incrementare il numero di territori è necessario raggiungere un certo livello minimo di forza militare; la fede può essere spesa, ogni due turni, per evitare gli effetti negativi delle scomuniche le quali si attivano automaticamente in mancanza di sufficiente fede.

Lorenzo è un gioco ad informazione perfetta che non lascia spazio al caso. Non lasciatevi ingannare dalla presenza dei tre dadi, la loro funzione è duplice: in primo luogo determinano l’abbondanza, o la scarsità, di carte ( e quindi di azioni) disponibili nel turno, modulando anche la “pressione competitiva” per ottenerle; secondariamente  impediscono un’impostazione puramente strategica, spingendo verso un approccio tattico al turno di gioco (ciò è anche coerente con la durata limitata a sei turni di gioco).

Anche il primo turno è importantissimo (in stile Splotter) e, se viene impostato male, si rischia che la “mutanda corta” diventi un tanga di filo interdentale. Recuperare terreno è molto difficile.

Qualcuno potrebbe lamentare una quasi totale assenza di ambientazione… effettivamente è così: non ci sono gattini, miniature, storielle da leggere, ecc. ma cazzomene dell’ambientazione quando sto lottando come un caimano per ogni singolo punto.

La prima partita giocata è stata molto tirata e, nonostante la presenza al tavolo del laggatore seriale, la tensione è rimasta altissima: era da un po’ che non capitava di alzarmi dal tavolo con l’ascella pezzata dalla somatizzazione dello sforzo mentale.Vittoria di un punto e grande soddisfazione. Pezzo ma non mi spezzo.


PS: un’amichevole  bacchettata sulle dita a quelli della Cranio che non hanno pensato di inserire 4 carte per tener conto della forza dei lavoratori: fatica inutile durante il gioco. Qui trovate la  mia versione Print&Play

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4 thoughts on “[played4me] Lorenzo: pezzo ma non mi spezzo

  1. Bella recensione… Il titolo mi attira, anche se non erro ho letto essere per minimo 3 giocatori (per il mio gruppo è un po’ un problema, non siamo sempre tutti tutti)… Ho paura a prenderlo e portarlo sul tavolo perché potrei bruciarlo, e magari non riuscire poi da solo a capire la profondità 🤔

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  2. Premesso che ho comprato subito il gioco dopo averlo provato ad Essen.. sai che non ti seguo quando dici “la forza dei lavoratori”? ..ho visto pure il tuo player aid, fatto molto bene.. ma perdonami, aiuteresti il mio neurone a capire? 🙂
    Complimenti per la recensione.

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