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PLAY 2018

PLAY2018

PLAY 2018 – Dammi “un deca”

Riprendo dal punto in cui mi ero fermato l’anno scorso: “Spesso dimentichiamo che il nostro punto di vista non è che la vista di un punto”. Illuminato da questa rinnovata consapevolezza, provo ad annotare un paio di considerazioni. La prima ha il profumo delle supercazzole primaverili, la seconda è un po’ più personale.

Iniziamo con la prima. Questa decima edizione di PLAY – Il Festival del Gioco passerà alla storia come “quella di Russian Railroads a 10€!!!1!”. Tutto il resto passa in secondo piano.

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Questo evento è destinato a sputtanare il mercato cambiare per sempre il rapporto tra valore e prezzo nel mondo del gioco da tavolo, ovvero ne conferma l’inesistenza. In realtà le “pricing strategies” applicate da “quelli che ce l’hanno più grosso e lungo, il dato di mercato”, gli “addetti ai lavori” sono degne del protagonista di Split (l’ultimo film di Shyamalan). Tra “il tunnel dell’amore” (in stile Essen), i titoli contingentati, i 3×2, gli outlet, le ristampe maggiorate del 20% e i playmat (non vendibili dai negozi) maggiorati del 100%, ecc.. a qualcuno è “sfuggita la mano” e si è fatto prendere dal “perculaggio” estremo del giocatore-consumatore. E per fortuna che sono gli “addetti ai lavori” a fare i prezzi, mica Homer ubriaco munito di pennarello.

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ps: FCM era in vendita nello stand accanto a 75€…

Possono anche esserci svariati motivi per i quali un operatore commerciale decide di applicare un premium price oppure di “svendere anche la nonna”: problemi di capitale circolante (che include anche il magazzino), necessità di pompare un po’ l’EBIT oppure il cash flow, aumentare le quote di mercato, una due diligence di Hasbro, ecc… il problema è come queste decisioni vengono, a valle, interpretate dagli ultimi anelli della filiera (consumatori e negozianti). Sui consumatori non ho altro da aggiungere… ho visto cose a PLAY che… vanno ben oltre le tre deviazioni standard: molti giocatori si meritano di essere perculati. Rispetto all’inazione dei negozi fisici ho qualche dubbio in più. Ho come l’impressione che si sia tirata un po’ troppo la corda e che questo “dumping fieristico” potrebbe non passare sotto silenzio. Saranno capaci di “fare rete” in modo da raggiungere quella massa critica necessaria a trattare con gli editori? ne riparleremo (forse) tra qualche mese.

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Finiti i superpipponi, vediamo ora qualche considerazione generale. Quest’anno ho optato per la formula “venerdì&sabato”. Parto dal venerdì che reputo, da giocatore, un’ottima “estensione” rispetto alle edizioni precedenti. Dopo il tradizionale spritz di “apertura fiera”, mi sono goduto 5 ore di padiglioni assolutamente vivibili e non affollati. Ho provato alcuni giochi, ho parlato con qualche editore, salutato conoscenti che vedo soltanto a PLAY, ecc… le solite cose, ma fatte con calma. Come mi aspettavo l’effetto WOW! non c’è stato: tra Essen e i vari Kickstarter tutto sapeva di “già visto”. Qualche piacevole sorpresa c’è stata, ma nulla di sconvolgente (almeno secondo il mio metro di giudizio). Il sabato ho provato alcuni giochi, qualche prototipo, e ho dedicato un po’ di tempo a confrontarmi con altri appassionati (molto qualificati).

Come sempre ci sarebbero molte esperienze da condividere, la faccio breve e scelgo cinque fotografie da appendere al frigorifero in cucina.

La prima è scattata nel Padiglione Kids: finalmente anche da noi arriva uno spazio appositamente dedicato ai bambini… forse c’è ancora speranza, forse il gioco da tavolo non sarà più custodito nelle mani sudaticce di vecchi grognard autoreferenziali sempre pronti al litigio. Le famiglie con i bambini mi hanno ricordato un po’ Essen. Bene così.

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Padiglione Kids

 

La seconda è della ludoteca gestita dalla Tana dei Goblin. Tanti tavoli, tanti giochi, tantissima passione. Invece di perdere ore ai tavoli demo degli editori, sbavando idrofobi alle spalle di chi non vuole terminare prima la partita demo, forse valeva la pena di passare a trovare i pelleverde…

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Tana dei Goblin

 

La terza è riservata alla borsa/zaino per portare i giochi. Finalmente una soluzione interessante ad un buon rapporto qualità/prezzo. Ovviamente riempita immediatamente con i giochi acquistati al Padiglione Kids. Spero di non avere provocato danni permanenti ad alcun visitatore… nel caso create una carta per Misantropia.

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foto originale di Fabio Xd Bicocchi

 

La quarta foto è per VektoRace. Il giro di prova mi ha generato un HYPE pazzesco! se fosse stato in vendita, sarebbe stato l’unico gioco che avrei acquistato a questa PLAY. Gli ingredienti di base non sono particolarmente innovativi ma il risultato finale ha un potenziale “esplosivo”.

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L’ultima fotografia è quella “di gruppo”, con le quindici persone dell’associazione ludica che frequento, scattata sotto la scritta PLAY. Conserva i volti delle persone insieme alle quali, tutte le settimane, siedo attorno ad un tavolo facendo la cosa più naturale al mondo: giocando. Ovviamente qui sotto non la vedete… ma potete comunque sostituirla con quella dei vostri sodali ludici. Non è un grosso problema se i giochi di quest’anno non sono dei capolavori… sono le persone a fare la differenza, sempre.

Questo è un punto —> .

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