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GAS 2.0 – Istruzioni per l’uso

Dopo due anni dai precedenti articoli, torno a parlare del GASGDT.

Due anni sono tanti per un’iniziativa che, a detta di molti, sarebbe dovuta morire nel giro di qualche mese. Gli iscritti al gruppo Facebook sono aumentati, un po’ alla volta e dopo una pesante “potatura”, fino agli attuali 2000 e anche i “volumi movimentati”, tra Kickstarter e “svuota magazzini”, sono ormai tutt’altro che trascurabili: (da una rapida occhiata alle chat di messenger) circa 45 persone e 4300€ per il KS di North Sea, 30 persone e 1000€ per il GS del 18 marzo, 45 persone e 1500€ per quello di Natale, 44 persone e 2300€ per quello di Sierra Madre, e così via

Negli ultimi due anni ho aderito a molte proposte di acquisto, ho suggerito alcuni miglioramenti a livello di “governance”, mi sono offerto come “linker” per la zona di Varese (oppure per “trasferte temporanee”, penso alla consegna effettuata a Foligno), ho segnalato il nascere di “gruppi paralleli” che volevano sfruttare, in modo opportunistico, la rete solidale, ecc.

Oggi vorrei fermarmi un attimo per una prima valutazione dell’esperienza vissuta. Vorrei anche fornire una piccola “Guida – non ufficiale- all’uso del GASGDT”.

Vuoi entrare in GASGDT? ecco alcune cose che devi sapere:

  1. Il GAS non esiste ma esistono delle persone che gestiscono gli acquisti,
  2. Tu non acquisti dal GAS ma è il GAS che acquista per te,
  3. Se ordini tramite GAS devi aspettarti di ricevere il gioco in un tempo (indefinito) medio di 1-12 mesi,
  4. La ricezione dei KS può avere un ritardo di alcuni mesi rispetto alla spedizione ai backer,
  5. Gli estremi di pagamento fanno sempre riferimento a persone fisiche e le transazioni avvengono tramite PayPal, Satispay, Bonifico Bancario,
  6. Tramite la rete solidale il gioco NON ti arriva sotto casa e devi sbatterti un minimo per raggiungere il tuo linker,
  7. La comunicazione è praticamente assente e difficilmente qualcuno ti risponderà in modo utile… in molti, tuttavia, ti faranno presente che sei uno stronzo senza cuore se insisti per avere una risposta,
  8. Eventuali problemi generati dai fornitori (consegna, merce rovinata, ecc) si ripercuotono sui tempi di consegna di tutto “il lotto”,
  9. Se vivi sulle Isole oppure in zone non raggiungibili, difficilmente potrai ottenere una spedizione dedicata per la tua zona (anche se ti offri di pagare le spese di spedizione),
  10. Se il livello di esasperazione diventa insostenibile e se trovi qualcuno disponibile, puoi rivendere, tipo Warrant, le tue quote dei GAS ai quali hai partecipato per cercare di recuperare il denaro pagato,
  11. Se vuoi avere riscontro delle transazioni eseguite dal GAS per l’acquisto dei tuoi giochi (pagamenti, ricevute, documenti fiscali, ecc) puoi tranquillamente chiedere all’amministratore.

Il primo anno di attività del gruppo, fino a metà 2017, credo che non abbia presentato particolari problemi. Personalmente ho deciso di non utilizzare più il GAS per l’acquisto di Kickstarter dopo i problemi con con Martians: A Story of Civilization. Anche se il Master ha gestito la situazione fino alla fine, con grande attenzione, ho reputato che non valesse più la pena di inserire ulteriori “rischi”, in aggiunta a quelli tipici dei KS, per risparmiare qualche euro. Ho fatto giusto un paio di eccezioni a fine 2017 ma, nel complesso, la parte Kickstarter non mi è più interessata.

A due anni di distanza mi dispiace constatate che, sotto vari punti di vista, non ci sia stato uno consolidamento strutturato di questa utilissima forma di acquisto. In questi due anni non è stata data alcuna “forma” (associativa, cooperativa, ecc) alla “sostanza” (sconti, rete commerciale, rete di distribuzione, ecc) che, ad oggi, rimane principalmente gestita da un unico Master, identificabile nel gruppo tramite uno pseudonimo. Non esistono uno “statuto”, un “regolamento” oppure un “carta di intenti” da sottoscrivere al momento dell’adesione, giusto le finalità riportate nella descrizione del gruppo. Da qualche mese, esiste comunque una “selezione all’ingresso”, molto stringente.

La comunicazione è praticamente assente e il “gestionale” è basato sull’utilizzo della piattaforma facebook (con affiancato Telegram). Non c’è modo per i partecipanti, ad esempio, di verificare in modo autonomo lo stato di ogni GAS attivo rispetto ad alcuni parametri base: materiale ordinato, materiale spedito dal fornitore, arrivato al punto di raccolta del GAS, in distribuzione tramite la rete solidale, ecc… l’unico modo è quello di scrivere nella chat di messenger e… sperare in una risposta.

L’assenza di comunicazione genera ansia, che genera dubbi, che generano risentimento, che genera la sensazione di essere “presi per i fondelli”. Nessuno pretende di ricevere il gioco con i tempi di Amazon Prime (e se qualcuno lo predente non è nel posto giusto) ma tutti si aspettano una comunicazione chiara, efficace e trasparente.

Molti Post, nel gruppo Facebook, non vengono neppure approvati. Se qualcuno, privo di qualsiasi legame di amicizia con il Master, prova a criticare, oppure a sollecitare spiegazioni, finisce inevitabilmente nella “black list morale” e viene sommerso dai commenti “dei soliti noti” che, molto abilmente, spostano il discorso dal piano operativo/organizzativo al piano “umano”.

Anche chi vuol collaborare non sa bene come fare. Esempio reale (il mio): “Dovrei essere un linker per la zona di Varese (quindi raccolgo giochi, soprattutto non miei, da consegnare agli aderenti della zona) e il magazzino principale del GAS è a Novara, a circa 50Km. Nel mio piccolo, ci metto volentieri tempo e benzina. Chiedo al Master di avere un riepilogo dei giochi da ritirare, concordiamo di aspettare dopo PLAY per dare la precedenza ad altre zone più lontane e poi, per settimane, non ricevo più alcun riscontro… zero assoluto tranne i soliti “avvocati d’ufficio” che devono sempre sentirsi in dovere di pontificare. Ancora adesso non riesco ad ottenere dagli organizzatori l’elenco dei giochi in consegna e le tempistiche”.

Questi sono soltanto alcuni dei problemi, di natura strutturale, legati alla parte operations.  Problemi che sono assolutamente naturali e connaturati al modello organizzativo utilizzato, ovvero basato su un unico deus ex machina: il Master. Il quale ha una vita, un lavoro, una famiglia, una salute alla quale pensare e da questa iniziativa non ricava nulla, tranne onere, onore e gloria.

Ad oggi, alcune persone stanno soltanto aspettando di ricevere ciò per cui hanno pagato (oppure di vendere “le quote”)  prima di uscire dalla porta; altri 2000 utenti, invece, sembrano trovarsi bene.

Nell’ultimo articolo in cui parlai del GASGDT feci un paragone con il Cammino di Santiago. Lo riprendo a due anni di distanza. Durante il Cammino, ogni tanto, bisogna avere il coraggio di fermarsi e di rallentare, per dosare le forze e ripartire:

  • chiudere i progetti attivi, senza continuare ad aprirne di nuovi, e svuotare i magazzini,
  • ammettere che alcune zone non possono essere raggiunte senza l’utilizzo di spedizioni tradizionali e prevedere un “ricarico” oppure non servirle,
  • migliorare la comunicazione,
  • imparare a DELEGARE.

Si è ancora credibili quando si spiega che “la situazione è critica, per x motivi, e poi si continuano ad aprire nuovi GAS? Non c’è coerenza tra azione ed intenzione.

C’è il rischio di perdere l’HYPE degli iscritti? va bene, e allora? questo non è un modello di business che deve “essere difeso”, e se lo è allora sono io che non ho capito il senso dell’iniziativa. E comunque non è “difendibile”: soltanto nella zona di Milano sono nati almeno un paio di GAS “alternativi”, che agiscono localmente con ottimi tempi di consegna.

Il GAS attualmente gestisce Kickstarter, collocamento di stock di giochi di mercati esteri, e alcune offerte del mercato italiano. Tre tipi di attività che richiedono risorse differenti ma che finiscono tutte per cadere “sull’ultimo miglio.”

La distribuzione è uno dei Fattori Critici di Successo di ogni GAS che agisce sui “prodotti fisici” e non sui “servizi”; la comunicazione, scusate se mi ripeto ancora, lo è invece per qualsiasi  tipo di attività.

Sarò anche una voce “fuori dal coro dei duemila” ma, tutto sommato, pur continuando a ritenerla molto valida a livello di principio, non credo consiglierei ancora questa forma di acquisto, a meno che non venga ridisegnata completamente. 

Peccato, le premesse erano molto buone.

Atlante_gas

 


Ecco come funziona il sistema di consegna dei giochi.

Ovviamente è ironico… ma lo specifico perché qualcuno fatica a percepirne le differenze.

Si lancia 1D20 e si applicano i seguenti modificatori (cumulativi):

  • +1 se sei un amico del Master,
  • +1 se ti ritrovi a giocare periodicamente con il Master,
  • +1 se ti sei sposato con rito elfico,
  • +1 se sei un “influencer” dei GdT,
  • +1 se sai dove abita il Master,
  • – X, con X pari a 1 ogni 100 Km di distanza dalla casa del Master,
  • -1 se abiti su di un’isola

Ecco l’effetto in base al risultato:

  • <1 il tuo gioco è stato perso dall’autista polacco e ti prende fuoco la panda,
  • 1-2 il tuo gioco è stato perso dall’autista polacco,
  • 3-4-5 il Master ha una vita, devi imparare a stare al mondo, bla, bla, bla e se ti vedono a PLAY forse ti menano,
  • 6-7-8 il Master ha una vita, devi imparare a stare al mondo, bla, bla, bla,
  • 9-10-11 il Master ha una vita e non lo fa per soldi,
  • 12-13 forse non hai capito che devi aspettare! questo non è Amazon Prime,
  • 14-15 c’è un problema imprevisto che deve essere risolto… avrai il tuo gioco entro 12 mesi,
  • 16 avrai il tuo gioco entro 6 mesi,
  • 17 avrai il tuo gioco entro 3 mesi,
  • 18 avrai il tuo gioco entro 1 mese,
  • 19 ecco le tue due copie del gioco (così una la rivendi a prezzo pieno quando c’è ancora HYPE),
  • 20> il Master ti invita a cena e ti da i tuoi giochi.

 

 

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