ecco perché mi piace · played4you

Dominant Species

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Quando acquistati Dominant Species non conoscevo ancora le prodezze editoriali della GMT. Ero ancora in una fase in cui l’autore del gioco e la casa editrice non volevano dire nulla: un gioco mi piaceva, oppure no, indipendentemente che fosse “un Wallace”, “un Gerdts” oppure “un Rosenberg” (“I Feld” invece, tranne un paio di titoli, non mi sono comunque mai piaciuti). Dominant Species mi piacque (a scatola chiusa) principalmente per il tema: evoluzione, competizione, lotta per la sopravvivenza e… tanta cattiveria potenziale. Ricordo che lessi anche una recensione ,di uno dei Padri fondatore pelleverde, che confermò le potenzialità del titolo.

Comunque ci misi molto poco a sperimentare la professionalità della GMT: mi bastò aprire la scatola…

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Dominant Species (Chad Jensen, 2010) è un titolo che gioco molto meno spesso di quanto vorrei, pur traendone sempre una gran soddisfazione. Lo scoglio principale, da superare per fargli raggiungere il tavolo da gioco, è sempre stata la durata: 4-5 ore sono sempre una risorsa rara. Ciò non vuol dire che siano “troppe”, anzi, sono assolutamente ben spese per l’esperienza di gioco offerta. Ovviamente mai giocare con persone affette da PDA perché vi farete due palle tante alla lunga vi prenderebbero per sfinimento.

Il motore di gioco è estremamente lineare e senza eccezioni: ogni turno, in ordine di gioco, c’è una fase di pianificazione , seguita da una fase di risoluzione delle azioni. Credo che, in questo caso, l’aggettivo “elegante” si possa applicare senza incorrere nelle ire di qualche fariseo ludico. Come dicevo, prima si pianifica e poi si esegue ma… non lasciatevi ingannare dall’idea di navigare nelle tranquille acque della “classica pianificazione german fighetta“.Qui, su tutti, aleggia costantemente l’ombra della morte.

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Una corretta pianificazione non serve a nulla se non è accompagnata da una buona capacità di “gestione del rischio”. Il timing di risoluzione e la variabilità introdotta dalle scelte degli altri giocatori rende poco prevedibile la situazione di gioco complessiva nelle azioni di fine round, quelle più importanti in termine di punteggio ed “effetti speciali”. Le carte dominio possono avere degli effetti devastanti. Frequentemente si è costretti a programmare per primi delle azioni di punteggio, sperando di riuscire poi ad eseguirle, esclusivamente per “limitare i danni” che potrebbero scatenare gli avversari.

Come sempre, per le regole complete vi rimando al sito dell’editore. Mi soffermo soltanto su un dettaglio delle meccaniche. In Dominant Species, in ogni territorio, dobbiamo gestire due parametri fondamentali: l’estensione della nostra popolazione (ovvero il numero di cubi che abbiamo in gioco) e il livello di dominio (ovvero la capacità di sfruttare al meglio le risorse presenti nell’ambiente). Un piccolo consiglio: per tener sotto controllo il livello di dominio procuratevi dei mini dadi del colore dei componenti.

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Entrambi questi parametri, lo sottolineo nuovamente, non sono mai valutati in senso assoluto ma sono sempre valutati in relazione ad uno specifico territorio. Quanto viene valutato (scoring) un territorio i punti vittoria vengono assegnati, a tutti i giocatori ivi presenti, in base all’estensione (decrescente) della popolazione, mentre soltanto la specie dominante (con il livello più alto di dominio) può attivare il potere speciale delle carte a disposizione. La dimensione tattica è sicuramente predominante rispetto a quella strategica (che richiede comunque una profondità di analisi di almeno 2 o 3 turni di gioco).

Le altre meccaniche sono “funzionali” a questa scelta di design: alcune agiscono sulla popolazione (speciazione, migrazione, competizione), altre sull’ambiente (aggiungendo oppure togliendo risorse e territori, con la glaciazione) altre ancora agiscono sulle “caratteristiche genetiche” di base (adattamento, regressione).

L’ultimo elemento da non sottovalutare è l’IDA (Interazione Diretta Aggressiva) tra i giocatori.

Gli avversari, pur di ottenere un qualsiasi minimo vantaggio, non esiteranno a cercare un modo per eliminarvi con qualsiasi mezzo a disposizione (inclusa la glaciazione),  mentre l’ambiente, con spietata neutralità, distribuirà a tutti morte e distruzione.

Un ottimo gioco, non adatto a tutti i giocatori.

Astenersi Islandesi.

“e non ho fatto, come credete voi, quelle tali cose, o non fo quelle tali azioni, per dilettarvi o giovarvi. E finalmente, se anche mi avvenisse di estinguere tutta la vostra specie, io non me ne avvedrei.”

 

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