ecco perché mi piace

Caylus and The Hateful Eight

In trasferta a Firenze, contatto MDM per capire se la sua cellula è disponibile per una partita serale: purtroppo questa volta butta male. Chiedo se c’è qualche altra occasione per giocare: purtroppo è il martedì è il giorno del riposo del guerriero. Cinque minuti dopo, mi trova un possibile aggancio in quel di Prato. A MDM, CloseYa, gli fa una pippa.

Contatto immediatamente il nominativo indicato e spero di non essere scambiato per un serial killer. Fortunatamente le “referenze”sono buone e, nel giro di cinque minuti, la serata ludica è fissata. Già che ci siamo scegliamo anche il gioco: Caylus. Chi mi conosce sta già sorridendo all’idea… Caylus è in assoluto il mio gioco preferito!

 L’accoglienza dei padroni di casa è assolutamente grandissima: mi invitano anche a cena.

Entrando vengo accolto da una ludoteca di tutto rispetto, quasi duecento titoli, che per il 98% è identica alla mia: mi sento già un po’ a casa. A noi si aggiungono altri due sodali ludici che mi iniziano alla teoria del gioco del Kubb (prima o poi dovrò provarlo). Terminata la cena, si inizia a giocare.

january_17__2017_at_1111pm

Avete presente la regola aurea “se non vuoi vincere, non giocare”? ecco, a Prato l’hanno tatuata nel DNA: mi sembra di essere finito in The Hateful Eight. Non mi è mai capitato di vedere utilizzare il prevosto in modo così aggressivo e bastardo. Già una partita a cinque è veramente “stretta”, qui abbiamo raggiunto la tensione di uno stallo alla messicana o di una partita a Vanuatu.  Altro che assenza di interazione diretta!

Spingere sul prevosto vuol dire rimanere corti di soldi, avere turni più corti, attivare meno edifici, e produrre meno risorse; la locanda diventa strategica mentre rimanere ultimi equivale a soccombere. La lunghezza della partita aumenta. A metà partita mi ritrovo quasi ultimo. La tensione cresce ancora. Una disattenzione mi fa piazzare nel castello senza poterne costruire neppure un lotto: due punti persi, mentre i padroni di casa allungano le distanze  Devo riuscire a cambiare qualcosa. 

Provo a “metagiocare”, utilizzando il desiderio di accorciare l’agonia della partita per coprire la strategia di allungo sul Balivo: due turni consecutivi di movimento doppio permettono di “disinnescare” gli effetti del prevosto, rendendone troppo oneroso il movimento.   Guadagno abbastanza ossigeno per garantirmi la pianificazione degli ultimi tre turni: per ottenere un edificio di prestigio devo accollarmi il malus finale della costruzione delle torri. Anche gli altri giocatori iniziano ad accusare la tensione e sbagliano una mossa a testa.

In tre giocatori finiamo primi a pari punti (!!!), il quarto è distaccato di un solo punto e il quinto di circa cinque punti.  In tanti anni che lo apparecchio, è la prima volta che una partita a Caylus mi fa vivere questa esperienza di gioco. Ovviamente ciò che ha reso veramente bella la serata sono state le persone incontrate al tavolo da gioco. 

Per quanto un gioco possa essere bello, la differenza la fa sempre lo stile dei giocatori. 

Grazie ancora per l’ospitalità.

january_17__2017_at_1158pm

 

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