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[my2cents] Il Gioco, il Blogger e il Pusher

Ormai ci sono più blog sui giochi da tavolo che giocatori: ci sono recensioni, unboxing, videorecensioni, prove su strada, anteprime, ecc. Non penso che l’aumento vertiginoso di materiale sul gioco ne abbia diminuito la qualità, semplicemente ha reso più arduo trovarla. Gli articoli interessanti (e curati) sono ormai diluiti nel flusso informativo ludico, per riuscire a trovare quelle poche perle pregiate bisogna avere l’olfatto di uno squalo. Anche il mondo “fisico” si è mosso nella stessa direzione e con criticità simili: rispetto alla dozzina di nuovi titoli di una decina di anni fa, le centinaia di titoli che escono ogni anno rendono la vita difficile al giocatore che cerca di individuare (e selezionare) i prodotti di qualità. Qualcuno potrebbe essere tentato di valutare positivamente queste due tendenze: molti giochi tra i quali scegliere, molte informazioni che aiutano a scegliere. A mio avviso non è così.

Le informazioni sui giochi sono diventate troppo “buoniste”. Non c’è più nessuno che abbia il coraggio di dire che un gioco fa pena, che è realizzato male oppure, semplicemente, che non aggiunge alcun contributo positivo al progresso del mondo ludico.

Sicuramente c’è chi sostiene che il tempo è troppo poco per dedicarlo a parlare di giochi brutti, un po’ come quando un amico ci chiede dove andare a mangiare qualcosa di buono e noi segnaliamo soltanto i posti che reputiamo migliori, riservando la critica: “no, lì non ci andare”, ad eventuali domande mirate. Forse accanto a questa motivazione possono essercene altre, meno disinteressate. Sarebbe interessante capire la fonte del materiale che viene recensito: è acquistato dal blogger a prezzo di mercato, oppure omaggiato dagli editori? Asterion Press nelle FAQ del proprio sito riporta: “Attualmente collaboriamo con i blog che hanno raggiunto un buon livello di notorietà sul panorama ludico italiano e riteniamo che siamo un numero sufficiente. Qualora il tuo blog si dimostri sufficientemente professionale e garantisca un quantitativo consistente di visite, potremmo valutare una collaborazione, ma per il momento non siamo interessati.”

Qui si apre il classico dilemma: è facile per un recensore appassionato di giochi parlare male del prodotto del proprio pusher? quanto incide nella qualità della recensione la paura di tornare a mettere mano al portafoglio? ovviamente il do ut des non è limitato semplicemente al piano materiale, di cartone&puzzilli, possono esserci anche altri benefici intangibili, altrettando invitanti. Accanto ai blog più affermati, c’è poi il sottobosco di chi vorrebbe entrare nel club. Il risultato è potenzialmente esplosivo: recensioni-spam (ovvero trascrizioni dei regolamenti oppure poco più di unboxing) che aumentano la magnitudine del rumore di fondo, ulteriormente amplificato dai social network ad alto coefficiente di oblio.

Ma è sempre stato così? non sempre. C’era una volta Il Puzzillo che, spavaldo, affermava nelle F.U.C.K. (You) in risposta alla domanda “Vi possiamo mandare i nostri giochi per le recensioni?”:No, grazie, preferiamo rimanere lucidi e stronzi, e il prezzo pieno aiuta.”

La loro mission era comunicata senza fronzoli: “Vivere i giochi e parlarne con spietata ironia, sezionandoli e dissezionandoli senza riguardo: questa è la nostra attività. [..] Questo almeno fintanto che qualcuno non ci pagherà per smettere.” Ma che fine ha fatto la graffiante stronzaggine di chi si presentava come Siamo giocatori, acquirenti e bastardi. Non necessariamente in quest’ordine.“? Troviamo la risposta nell’ultimo post del 22 ottobre 2014: “Tutto lo staff si trova ad oggi impegnato attivamente nella realizzazioni di beni o servizi relativi all’intrattenimento interattivo del gioco da tavolo, quindi, per quanti ce lo chiedano ancora, no, non torneremo presto a scherzare di questa attività, dei suoi prodotti, dei suoi vizi e delle sue virtù. Lasciamo però qui l’idea che qualcosa del genere sia non solo possibile, ma auspicabile, per la crescita del settore, questo sperando che di pari passo crescano la qualità delle produzioni, dell’informazione e della cultura del pubblico stesso.”

Ecco che fine hanno fatto: sono stati comprati “per un tozzo di pane secco tirato male” e sono tornati nei ranghi.

Concludendo, penso che si sia ancora molta qualità nelle informazioni, notizie e recensioni relative al mondo dei giochi da tavolo, ma che questa qualità non sia sempre facile da trovare. Ci sono sicuramente molte fonti interessanti, ILSA,  Giochi sul nostro tavolo, Gioconomicon, Sgananzium, Tana dei Goblin (ma con moderazione) giusto per citarne alcune,  che meritano di essere consultate e tenute in considerazione, di qualche altra, inclusa quella che state leggendo, si potrebbe serenamente fare a meno.

Cercate i blogger che più sentite in sintonia con i vostri gusti ludici e metteteli alla prova, capirete facilmente che tipo di relazione hanno con il proprio pusher.

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